COSA SONO LE MACCHINE GIALLE?
I mezzi d’opera, anche conosciuti come “macchine gialle”, sono utilizzati per la manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria. Nonostante non ci sia un riferimento normativo che imponga tale cromia, tali macchine devono essere visibili e riconoscibili a distanza; da qui, il giallo.
Questo colore, tradizionalmente, è ritenuto migliore per questo scopo ed è, anche in altri ambiti, associato ad un segnale di avviso. Il rosso, al contrario, viene associato ad un segnale di pericolo (ad esempio, basti pensare che in passato esisteva una prescrizione tecnica italiana che imponeva per tutte le locomotive circolanti in Italia la presenza di una fascia rossa sul frontale del veicolo).

Storicamente, per esempio, anche i treni della Elisabeth Line di Londra, dovevano essere provvisti di un pannello frontale giallo per aumentare la visibilità del veicolo quando, a partire dagli anni 50 del secolo scorso, sono nati i primi treni elettrici e diesel, molto più silenziosi dei predecessori a vapore. Questa norma è stata recentemente superata grazie allo sviluppo di nuove tecnologie nel campo dell’illuminazione e, dunque, dei fanali in testa e in coda al treno sempre più all’avanguardia. Attualmente sono pertanto gli operatori ferroviari diretti responsabili della messa in sicurezza dei veicoli e devono fare in modo che questi siano sufficientemente visibili.
Le macchine gialle sono dunque veicoli che, come i treni, viaggiano sui binari e vengono utilizzate in tante applicazioni diverse; solo a titolo esemplificativo: taglio erba, costruzione della catenaria, rincalzatura dei binari, costruzione di nuove linee o rinnovamento di linee già esistenti; Quest’ultima operazione consiste nella sostituzione delle rotaie usurate, attività che, fino al secolo scorso, veniva fatta a mano! (come si vede in numerosi film western).

Nonostante siano poco conosciute, anche tra gli appassionati del settore, sono fondamentali e, come api operose, lavorano silenziosamente per garantire l’efficienza e la sicurezza delle linee ferroviarie.
Spesso queste macchine operano in concomitanza con altri veicoli di servizio, in modo quasi totalmente automatizzato, e sono sottoposte a criteri stringenti di rispetto ambientale (minimizzazione dei rumori, delle polveri e delle vibrazioni). Capita che si trovino ad operare in centro città, in presenza di edifici storici, oppure in galleria, con conseguenti difficoltà logistiche nella movimentazione di macchine e materiali.
Si tratta di veicoli molto complessi. Basti pensare che un treno rinnovatore, la cui funzione è quella di sostituire rotaie e traverse usurate con parti nuove, è composta da: 1 locomotore, 10 carri trasportatori, 1 treno rinnovatore, 1 pandolatrice, carri gruette. E se questo non bastasse, a seguito del treno rinnovatore vi sono le profilatrici, le rincalzatrici ed un saldatore.

La flotta dei mezzi d’opera è numerosissima: i veicoli autorizzati da RFI sono attualmente più di 9.000 ma sono previsti ulteriori potenziamenti e investimenti per nuove macchine quali rimorchi, carri/carrozze, posizionatrici, risanatrici, locomotori e treni diserbanti.
E per questa moltitudine di macchine gialle, ci sono altrettanti operatori del settore che ogni giorno devono interfacciarsi con questi treni.
LA NOSTRA MISSION
La nostra mission è infatti quella di creare le migliori condizioni di interazione tra persona e macchina, di qualsiasi tipo essa sia.

Progettiamo e produciamo banchi di manovra attorno al macchinista, per facilitare le operazioni di guida e richiedere il minimo sforzo da parte dell’operatore. Il design ed il layout della postazione di guida sono quindi pensati per “abbracciare” la persona, che tutti i giorni deve interagire con una macchina che unisce la complessità di un veicolo ferroviario a quella di una macchina operatrice.

Utilizziamo tecnologie all’avanguardia al fine di soddisfare elevati standard qualitativi e di affidabilità, nel rispetto delle normative di settore, al fine di creare qualcosa di innovativo e che migliori realmente le condizioni di lavoro dei macchinisti di tutto il mondo.
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Alla prossima puntata,
Valentina Marrese















