Come designer, ho sempre sognato di creare dei prodotti che non siano solo un insieme di pelli estetiche attorno ad un contenuto tecnologico ma che fossero realmente un’integrazione reale tra forma e tecnologia al servizio dei bisogni tangibili dell’individuo.
L’uomo, la chiave di tutto, il soggetto che molto spesso durante la fase progettuale dimentichiamo a favore dell’implementazione di tecnologie sempre più complesse ma difficilmente utilizzabili, spinti dal desiderio di sponsorizzare ad ogni costo l’investimento tecnologico dell’utilità sempre più vacillante.
In SPII abbiamo provato ad andare oltre al canonico approccio technology driven verso una più oculata progettazione design driven dove l’uomo non è solo il destinatario ma anche parte dell’intero processo di sviluppo. L’obiettivo prefissato era quello di creare un prodotto che potesse ospitare le migliori tecnologie in ambito HMI al servizio di un’interazione più semplificata, di una distribuzione spaziale dei comandi intelligente e a portata di mano oltreché di massimizzare il comfort in termini ergonomici.

Intelliarm nasce abbracciando questa filosofia, diventare un’estensione meccatronica del braccio umano, una sorta di interfaccia in cui l’importanza del feedback analogico verso l’uomo è al pari di quello digitale verso la macchina e dove il comfort di utilizzo si mischia con la reale necessità di potersi sentire al centro di comando dell’intero sistema.
Un’interfaccia uomo-macchina dinamica e flessibile che si adatta e si riconfigura in maniera rapida ed agevole in base al cliente e al mercato di riferimento verso cui verrà destinato.
Completamente customizzabile

L’idea alla base dello sviluppo dell’architettura IntelliArm è stata quella di creare una piattaforma strutturale unica sulla quale poter implementare le funzionalità più disparate in base alle esigenze del cliente finale.
Esigenze che spaziano dall’integrazione di diverse varietà di comandi all’implementazione di differenti tipologie di interfacce HMI, alla ricerca di una forma e di uno stile tailor made unico, per creare ogni volta un giusto connubio in cui la forma accoglie l’ergonomia e si sposa realmente con la tecnologia.
Facilmente installabile

Per ovvi motivi di ingombro attualmente i banchi di manovra vengono installati durante la realizzazione della cabina di comando con tutto ciò che ne consegue per quanto riguarda rischi tecnici e scarsa accessibilità in caso di manutenzioni successive.
Grazie alla struttura semplificata ed ottimizzata sulla riduzione dell’ingombro dei componenti interni, Intelliarm può essere installato agevolmente anche a cabina terminata e manutenuto con un’accessibilità a 360°.
Approccio HCD (Human Centered Design)

L’intero sviluppo di IntelliArm è stato pensato mettendo al centro della progettazione le esigenze reali dell’utente principale.
Abbiamo cercato di condensare il know-how acquisito in anni di progettazione e validazione tramite test di usabilità svolti sull’utente principale, massimizzando quelle che sono le esigenze ergonomiche di un driver durante la guida di un convoglio ferroviario.
La disposizione spaziale dei comandi ha privilegiato una raggiungibilità realmente a portata di mano con uno studio dedicato nel creare zone ad azionamento diretto per quei comandi utilizzati più frequentemente. L’alloggiamento dei componenti frontali più ingombranti è stato ottimizzato favorendo il concetto di visibilità frontale del driver.
Migliorando il comfort di guida l’utente accumula meno stress e rimanendo più vigile aumenta inevitabilmente la sicurezza a bordo del treno.
Efficienza ed efficacia manutentiva.
La riduzione degli ingombri ed una geometria sviluppata verticalmente portano a raggiungere tutti i componenti interni in maniera agevole e senza grosse difficoltà. Una grande facilità di smontaggio si traduce in una riduzione drastica dei tempi di intervento e quindi un’efficienza manutentiva senza eguali.

L’avanzamento tecnologico porta reali vantaggi se e solo se può essere capito e sfruttato da molteplici soggetti senza grandi difficoltà. Le interfacce uomo-macchina nascono per questo, fanno da ponte tra i sensi propri dell’utente e la complessità intrinseca della macchina.
Tentare di tradurre e di semplificare la complessità di un prodotto senza privarlo del suo significato è un compito che può sembrare semplice ai più ma che in realtà è la fase più ardua di un progetto. Il raggiungimento di tale scopo ne decreta il successo che si manifesta non solo da un punto di vista di efficienza ed efficacia di prodotto ma anche da un punto di vista di fluidità e completezza emozionale dell’esperienza vissuta.
“Oggi siamo intrappolati in un mondo creato da tecnologi per altri tecnologi. Ci è stato persino detto che “essere digitali” costituisce una virtù. Non è vero: gli individui sono analogici, non digitali; biologici non meccanici.” cit. Donald Norman – Il computer invisibile.
Per me che mi occupo di sviluppo prodotto questa celebre frase dello psicologo ed ingegnere statunitense Donald Norman è diventata come una sorta di legge scritta sulla quale basare la design review a valle di ogni progetto HMI portato a termine. Complicare l’esperienza vuol dire assumersi la responsabilità di non aver compreso il reale scopo di questo mestiere che naviga continuamente in acque intricate da innovazioni tecnologiche e che deve necessariamente sbrogliare la matassa per filtrare e condensare i contenuti in un prodotto facilmente recepibile dall’uomo.
Intelliarm è frutto di questo percorso, è la prima piattaforma di comando creata con l’utente e ingegnerizzata per l’utente, una vera estensione di comando verso la complessità del mondo che ci circonda.
Alla prossima puntata,
Lorenzo Olivetto


